Risultati attesi

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Il momento finale sarà centrato come nelle precedenti edizioni su un Workshop sulla creatività e l’espressività per l’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità, in Italia e in Bielorussia. un momento di cultura e spettacolo, che si svolgerà in un luogo “emblematico”, come vuole diventare il recuperato Teatro San Gaspare di Roma.

Le buone prassi nell’ambito dell’intervento sociale e, più specificatamente, nel campo dell’inclusione sociale e culturale di persone con disabilità o di persone a rischio di emarginazione socio-culturale, italiane e straniere, rischiano frequentemente di avere scarsa visibilità e spesso di non raggiungere la maggior parte della gente comune.

Sono infatti le storie di degrado, il pietismo e la cronaca nera a bombardare più facilmente lo spettatore televisivo o il distratto lettore di quotidiani. È pertanto necessario che l’azione quotidiana di molti operatori socio-culturali, che migliora la qualità della vita di tante persone possa emergere in un piano di comunicazione sociale strategica e ragionata.

Un codice di buona prassi della comunicazione sociale deve tenere conto di tre elementi-chiave: innovatività, bottom-up ed effetto moltiplicatore.

Un evento è innovativo quando sperimenta modalità e forme di comunicazione nuove rispetto alla maniera diffusa di organizzare eventi.

Un evento ha un approccio bottom-up adeguato, quando è espressione di una rete territoriale pubblico/privato – grandi enti/piccoli gruppi spontanei, che lavora in sinergia, superando le barriere ideologiche e culturali e usa come punti di forza le specifiche diversità di ciascuno, in relazione di reciprocità tra loro.

La comunicazione sociale può fare buona prassi a partire dalla valorizzazione di risorse residue o non ancora svelate. Infatti, un codice di buona prassi nella comunicazione sociale ha come primo obiettivo di mettere in luce e mostrare alla gente aspetti nascosti di una situazione o, ancora meglio, proporre tagli diversi su realtà ordinarie.