Le attività

Il raggiungimento delle suddette finalità avverrà principalmente attraverso:

  • azioni di animazione di Comunità e videoriprese con Associazioni, Cooperative, Comunità locali e gruppi per la realizzazione di videoracconti. Attraverso l’animazione di Comunità, incontreranno le genti della Regione che li ha “adottati”, a volte “sopportati”, talora ancora non accettati e, con la mediazione della videocamera, guarderanno negli occhi le altre Persone, che abitano nella loro nuova Patria italiana. Sarà una ri-scoperta del raccontare e raccontarsi…. un modo indiretto di continuare a raccontare la propria storia, attraverso gli altri… scoprendo che gli altri siamo noi

In considerazione delle esigenze di distanziamento sociale e di contingentamento fisico nei luoghi di incontro e spettacolo, le usuali azioni di animazione di Comunità sperimentate nelle precedenti edizioni potrebbero essere sostituite da modalità on-line – come già fin qui in parte avvenuto.

Sia on-line che in presenza fisica, si sperimenterà lo strumento della “Biblioteca vivente”.In alcuni Paesi esistono biblioteche dove puoi “prendere in prestito” una persona, invece di un libro, per ascoltare la storia della sua vita. Nel 2000, in Danimarca, è stato avviato un progetto innovativo e brillante: una libreria di esseri umani, dove è possibile prendere in prestito una persona per mezz’ora e ascoltare la sua storia. L’iniziativa si è presto diffusa in altri luoghi, grazie all’organizzazione The Human Library. Uno degli obiettivi è combattere i pregiudizi: ogni persona ha un “titolo”, come “Disoccupata”, “Rifugiato”, “Bipolare”, ma ascoltando la loro storia si comprenderà quanto sia sbagliato “giudicare un libro dalla copertina”. Al momento l’organizzazione è attiva in cinquanta Paesi e alcune biblioteche, ad esempio in Corea del Sud e in Tasmania, sono permanenti – mentre altre sono allestite soltanto temporaneamente.

“Biblioteca Vivente”, traduzione italiana del termine “Human Library”, è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale.

I “libri viventi” sono persone consapevoli di appartenere a minoranze soggette a stereotipi e pregiudizi. Desiderosi di scardinarli, essi si rendono disponibili a discutere le proprie esperienze e i propri valori con altri.

I titoli sono volutamente molto diretti, come ad esempio “ragazza lesbica”, “donna islamica col velo”, “emigrato albanese”, proprio per suscitare le reazioni emotive dei potenziali lettori attivandone la curiosità, ma anche gli stereotipi e i pregiudizi.

La biblioteca vivente offre ai lettori l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui difficilmente avrebbero occasione di confrontarsi. L’incontro rende concreta ed unica la persona che si ha davanti, che smette quindi di essere percepita come rappresentante di una categoria sulla base di una generalizzazione, ma viene riconosciuta nella sua unicità, una persona che non rappresenta nessuno se non la propria esperienza e storia.

“Biblioteca vivente” – coinvolgendo delle persone in carne ed ossa – è un evento molto limitato nel tempo, di solito uno o due giorni; in rarissimi casi può arrivare a tre o quattro giorni. La conversazione, cioè la lettura di un libro vivente, dura solitamente circa mezz’ora.

  • realizzazione di sito internet (e social network collegati) in lingua italiana e russa per sviluppo attività di animazione transnazionale e scambi interculturali, con rilancio produzione audiovisiva (backstage, videoracconti, anteprime pre-montaggio brani documentario finale) e commenti on-line;
  • realizzazione film-documentario sul volo dagli Internati “speciali” e manicomi della Bielorussia al paese delle meraviglie costituito dall’Italia delle mille contraddizioni e discriminazioni, per concludersi in una proposta di inclusione sociale, culturale e lavorativa che sia per tutti, qualunque nazionalità, condizione fisica/psichica e stato sociale caratterizzi la singola persona
  • workshop finale sulle buone prassi nell’inclusione sociale e culturale, con proiezione film realizzato, dibattito e attività di animazione